Metodo e Campi di Competenza

Per l'espletamento delle attività di indagine tecnico-grafica, il dott. Emanuele Fontana  utilizza il metodo grafologico con terminologia francese integrato con altri metodi europei. La scrittura è un gesto espressivo individuale e il metodo grafologico studia il gesto grafico come “processo” correlato  cioè con la matrice psicofisica vitale da cui proviene. 

L’analisi della scrittura (nelle sue componenti morfologiche  e dinamiche) permette il riconoscimento di caratteristiche e segni propri e tipicamente  individuali ed individuanti dello scrivente, sia attraverso  la disamina generale dell'intero corpo scrittorio che per mezzo della indagine sugli aspetti più particolareggiati del grafismo. Tali aspetti definiscono quello che comunemente si chiama struttura grafica dell’individuo (c.d. ductus) che deve essere considerata insieme al formniveau (livello grafico qualitativo dell’individuo) in rapporto al grado di apprendimento, all’attività professionale ed all’attività grafica specifica; in rapporto alla qualità di esecuzione degli scritti esaminati, se naturale e spontanea,  ovvero insincera; in rapporto, infine, al grado di costanza ed uniformità degli scritti stessi in quanto ogni soggetto grafico normalmente realizza, nella sue produzioni, variabili di dettaglio naturali e quindi indubitabili. Gli elementi che saranno analizzati sono, quindi:

-       Organizzazione del grafismo: affinché possa valutarsi se la grafia sia conforme all’età dello scrivente e il livello di capacità grafo-motoria;

-       Il c.d. “ductus”, inteso come il gesto grafico nella sua totalità e quindi valutarne sentori come fluidità, rapidità, tensione, accuratezza, snervatezza, stentatezza, titubanza, tentennamento…

-       Il c.d. “formiveau” inteso come espressione della forza vitale espressa nel grafismo e con il quale emergono i rapporti tra liberazione e costrizione, originalità, proporzionalità, ecc. 

La Tecnica Grafologica prevede, in generale, le seguenti fasi di lavoro:

1)   esame della scrittura in verifica;  2)   esame delle scritture comparative.

Attraverso queste fasi si devono, con puntuale, ordinata ed obiettiva analisi, descrivere gli scritti nella loro totalità; stabilire la loro spontaneità o la loro eventuale artificiosità.

Particolarmente utili in questa fase, sono gli strumenti osservativi per l’ingrandimento dei reperti grafici (utilizzando il microscopio e lenti di ingrandimento, nonché strumenti IR e UV), con i quali si individuano i primi particolari ed i primi connotati quali ritocchi, stacchi, tipo di carta, tipo di penna, colore dell’inchiostro, natura dei tracciati e la loro condizione nonché tutto quello che potrebbe non risultare visibile ad occhio nudo. 

Si osserveranno, altresì, i segni grafici e quelli fuggitivi, sicché assunta la conoscenza dei gesti grafici individuati negli scritti esaminati, si procederà al confronto dei connotati salienti e costanti esistenti tra le scritture in verifica e quelle comparative, valutando, quindi, le possibili ipotesi sia imitative che dissimulative.

Accertamenti su testamenti

L'analisi delle scheda testamentaria si rivela più complessa e particolareggiata. Il testamento olografo, scritto interamente di pugno dal testatore, viene esaminato interamente (e non solo nella firma, come spesso di pensa), al fine di accertarne (o meno) la genuinità dello stesso quale prodotto della mano del testatore. 

 

 

Pertanto, l’indagine inizierà dall’osservazione e descrizione del documento in verifica al fine di estrapolare i connotati grafici personali del testo, della data e della sottoscrizione, dando importanza all’ esame intrinseco, ovvero un‘indagine mirata di ogni parte del testamento, per poi procedere ad analizzate tutte le firme comparative e così addivenire ad un confronto diretto, che condurrà ad un giudizio concludente.


Accertamenti su firme, su contratti, su assegni, su cambiali, su manoscritti in generale.

Pulver (1932), illustre studioso della grafologia peritale,  sostiene che la firma è: “una biografia in sintesi” rappresentando non tanto la sintesi completa della personalità dello scrivente,  quanto la summa del suo passato, le sue qualità personali, “l’autocoscienza in senso stretto, l’orgoglio del proprio cognome o il contrario”. 


La firma è un gesto automatizzato, abituale, familiare, nel quale, in qualche modo, ci identifichiamo, è un gesto naturale e spontaneo (a meno che non subentrino fattori come la senilità, la malattia, la mancata abitudine a scrivere, la mancata scolarizzazione. Nell’imitazione della firma altrui o nella dissumulazione della propria subentrano fattori che il grafologo giudiziario, con il suo occhio attento e con la sua sublime preparazione costituita dall’allineamento di numerose variabili, potrà individuare.  

Indagine su Scritti Anonimi

Solitamente chi scrive lettere anonime tende a nascondere la sua abituale grafia per non farsi riconoscere, apportando alcune trasformazioni.  

Solitamente  si esagera la tendenza naturale, oppure si cerca di creare uno stile diverso, ma, alla fine di uno scritto, tende a riapparire lo stile espressivo della grafia naturale dell’autore.


In ambito di letteratura forense è consigliabile partire dalle divergenze che si riscontrano, in modo da mettere al riparo da possibili errori di attribuzione.

Attraverso la comparazione delle scritture autografe dei possibili "sospetti"  autori, sarà possibile appurare se gli scritti  anonimi sono stati vergati o meno da questi.

Firme Grafometriche

Si sta diffondendo, specialmente negli istituti bancari e nel circuito postale, la modalità di acquisizione della firma mediante acquisizione della stessa su un dispositivo in grado di acquisire dinamicamente il movimento di uno stiloa zionato direttamente dalla mano di una persona - su una superficie sensibile (emulando una penna sulla carta). 

 


E' da evidenziare, però, che non tutte sono "firme grafometriche": molto spesso sono semplici scansioni della nostra firma. La firma grafometrica è qualcosa di molto, molto complesso: firma viene vergata su un dispositivo nelle modalità sopra descritte ma il sistema acquisisce i parametri biometrici e grafometri tipici di quella firma e li codifica creando un "legame univoco" codificato e inscindibile tra questa e il documento.

La firma acquisita viene in questo modo associata al documento informatico (formato PDF) che ne riproduce il contenuto e lo rende visibile sullo schermo per impedire che il testo da sottoscrivere venga alterato. Come ogni firma, anche la firma grafometrica può essere disconosciuta. 

Il dott. Fontana e la dott.ssa Lorenzoni eseguono accertamenti grafotecnici su firme grafometriche.